Sto lavorando alla cassa di un supermercato quando arriva una collega che farà il turno del pomeriggio.

È ancora fuori servizio, deve soltanto sbrigare alcune pratiche e si ferma qualche secondo a parlare con me mentre passo la spesa di una coppia di anziani.

Quando i 2 signori terminano di pagare, si presenta un uomo distinto, ben vestito e molto sicuro di sé. Appoggia sul nastro una bottiglia di whisky di marca, uno di quelli che sfiorano i 20 €.

Scansiono la bottiglia e gli comunico il totale. Mentre lui prepara il denaro, noto che nell’altra mano stringe una specie di palla di carta.

Guardo meglio: è uno dei sacchetti che utilizziamo nel reparto panetteria, completamente appallottolato.

“Mi scusi, può farmi vedere anche quel sacchetto?”

L’uomo abbassa lo sguardo come se si fosse accorto soltanto in quel momento di averlo in mano.

“Questo?”

“Sì, vorrei controllare l’etichetta.”

Lui lo spiega lentamente. Sul sacchetto è ancora attaccato l’adesivo stampato dal banco: 2 cornetti salati.

“Devo passare anche questi?”

“No, no. Non ho preso nessun cornetto.”

Il sacchetto è vuoto e, sinceramente, penso alla spiegazione più semplice: li avrà mangiati mentre faceva la spesa.