Succede spesso. I profumi del reparto panetteria tentano parecchie persone e qualcuno non resiste fino alla cassa.
I clienti onesti portano il sacchetto vuoto con l’etichetta e pagano regolarmente. Gli altri lo abbandonano in mezzo alle corsie.
Non avete la più pallida idea di quanti appartengano alla seconda categoria.
“Qui c’è scritto che conteneva 2 cornetti salati. Li ha consumati durante la spesa?”
“Assolutamente no. Quel sacchetto l’ho trovato.”
“Dove?”
“Fuori dal negozio, nel cestino dei rifiuti che avete all’uscita.”
Io e la mia collega ci guardiamo.
“Ha preso dal cestino dei rifiuti all’uscita un sacchetto usato del nostro reparto panetteria?”
“Sì. Mi serviva per metterci dentro la bottiglia.”
“Perché avrebbe dovuto recuperare un sacchetto dai rifiuti? Se ne aveva bisogno, poteva chiederlo alla cassa.”
“Mi piace portare il whisky così. Dentro la carta.”
Prende la bottiglia e prova a infilarla nel sacchetto spiegazzato e messo decisamente male. L’effetto è quello del barbone alcolizzato nei film americani degli anni ’80, soltanto con un whisky di marca appena pagato quasi 20 €.
La mia collega interviene.
“Guardi che questa storia non è credibile. L’etichetta è stata stampata oggi.”
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