Prende la colla.
Ignora i guanti.
Ignora il solvente consigliato “nel caso”.
Ignora me.

Alla cassa si gira:
«Poi ti porto una foto, vedrai che roba.»

Questa frase.
Ogni volta che qualcuno la dice, da qualche parte un muro piange.

Tre giorni dopo.

Rientra.
Stessa tuta.
Occhiali leggermente storti.
Passo meno marziale.
Tono… riflessivo.

Mi vede.
Mi avvicino.

«Tutto bene con la colla?»

«Sì… sì. Funziona. Funziona benissimo.»
Pausa.
«Però… una domanda.»

E già qui capisco che non è una domanda semplice.

«Non è che avete un solvente per… staccare una presa elettrica dalla parete…
senza staccare anche l’intonaco?»

Silenzio.
Io lo guardo.
Lui guarda il pavimento.
Il pavimento non risponde.

«L’ho incollata.»
Altro silenzio.
«Direttamente al muro.»
Respira.
«Poi mi sono accorto che non avevo passato i fili.»
Deglutisce.
«E… non riuscivo più a toglierla.»