Della serie: “dannata privacy.”

Lavoravo in un call center di un famosissimo brand telefonico.
Era l’ultima settimana di lavoro prima delle dimissioni e la mia pazienza era già al livello “modalità risparmio energetico”.

Squilla il telefono.
Rispondo con il solito copione:
«Buongiorno, benvenuta in [azienda X], come posso aiutarla?»

Dall’altra parte, una signora indignata:
«Ho un problema con il vostro dispositivo!»

Perfetto, penso io, almeno questa è rapida.
Chiedo i dati per l’identificazione, come da procedura.

Lei:
«No. Io non fornisco nulla.»

«Signora, mi servono per poterla aiutare.»

«E chi mi assicura che sto davvero parlando con l’azienda X?»