E lì ho dovuto allontanare il telefono per qualche secondo.
Perché evidentemente in tutti questi anni mi ero persa una delle funzioni segrete dei nostri trasportatori.
Quella che permette di materializzare un divano direttamente nel soggiorno attraversando muri portanti, finestre chiuse e leggi della fisica.
La cosa che mi lasciò più perplessa, però, è che il venditore aveva già fatto tutto quello che doveva fare.
Le misure erano state comunicate.
Sull’ordine era indicato chiaramente che si trattava di un blocco unico.
Sul contratto era scritto nero su bianco che il cliente doveva verificare accessi, porte, scale e ascensori.
E in fondo c’erano una bella crocetta e una firma a confermare di aver letto e compreso tutto.
La mia telefonata era semplicemente un’ultima verifica.
Una cortesia.
Una di quelle cose che, teoricamente, non dovrebbero nemmeno servire.
Da quel giorno ho capito che alcune persone firmano documenti nello stesso modo in cui accettano i cookie su internet.
Molto velocemente.
E con una fiducia quasi commovente nel fatto che i problemi si risolveranno da soli.
O che, in qualche modo, il divano troverà la strada.
19 Novembre, 2020 alle 10:49 am
Purtroppo non tutti i consumatori pensano a certe cose, e quasi nessuno leggere mai quello che c’è scritto o firma, un buon venditore, cioè uno che conosce i suoi polli, sa che deve premunirsi chiedendo lui certe cose e assicurarsi che il cliente capisca.
24 Agosto, 2023 alle 4:29 pm
a me una cliente francese (che ho poi mandato a stendere), mi ha detto che non sapeva che un tavolo di marmo da 2m20 pesasse 150 kg. E che io non sono professionale perchè sono da solo e non ho un aiutante. Dopo che sulle condizioni di vendita c’è scritto chiaro e tondo (essendo un sito web senza negozio fisico) “L’autista viaggia da solo, prevedere personale per aiutare nello scarico”.