“Ecco qui.”

Lui lo prende, ancora con quell’aria un po’ offesa, come se in fondo la colpa fosse comunque mia. Non dice grazie. Non dice nulla.

Si gira e se ne va.

La porta si chiude.

Silenzio.

Io resto lì, immobile per un secondo, poi butto fuori l’aria che stavo trattenendo da cinque minuti buoni.

La collega mi guarda.

Io la guardo.

E scoppiamo a ridere.

“Comunque,” dico, “la prossima volta porto il tappetino e faccio direttamente yoga dietro al bancone.”

Perché davvero, tra ferie “non concesse”, ricariche misteriose e clienti indignati… mantenere la calma è uno sport olimpico.

E a quanto pare, sto finalmente salendo di livello. 🧘‍♀️