Negozio di telefonia.
Giornata tranquilla, di quelle in cui pensi “ok, oggi fila tutto liscio”. Entra un signore, già con l’aria un po’ contrariata.
“Sono passato il 14 agosto per fare la ricarica ed eravate chiusi!!!”
Lo dice proprio così, con tre punti esclamativi incorporati nel tono.
Io lo guardo, cerco di restare serena:
“Eravamo chiusi per ferie…”
Apriti cielo.
“E uno che deve ricaricare come fa???”
E lì capisco che non sarà una conversazione breve.
“Ci sono tabaccherie, altri negozi… oppure poteva venire il 13, eravamo aperti,” rispondo con calma, cercando di restare sul pratico.
“Non è normale questa cosa! Se uno ha bisogno???”
Dentro di me parte un monologo che non posso dire ad alta voce. Fuori, invece, resto composta:
“Non siamo un ospedale. La ricarica si può fare prima e, se proprio serve, ci sono altri punti aperti. Siamo stati chiusi appena due giorni… non pensa che anche noi meritiamo riposo, visto che siamo stati aperti tutto il periodo covid?”
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