Oggi, venerdì 10 luglio 2020, ufficio postale del paese.

Sono in fila.
Quella fila lenta, immobile, fatta di sospiri trattenuti e numerini che non scorrono mai quanto dovrebbero. L’aria è quella tipica: silenziosa ma carica, con la gente che finge di non guardarsi mentre in realtà controlla ogni movimento altrui.

Di fianco a me c’è una signora di mezza età. Borsa capiente, postura composta, aria di chi è pronta ad aspettare tutto il tempo necessario… ma in sicurezza.

A un certo punto apre la borsa e tira fuori un flacone.
Nuovo, mai visto prima. Lo guarda un attimo, come a verificare di aver fatto la scelta giusta.

Poi lo apre.

Ne versa una quantità generosa sulla mano sinistra.

E inizia a strofinare.

Io la guardo distrattamente, senza farci troppo caso.
Ormai nel 2020 è routine: gel, mascherine, distanze. Automatismi.

Passa qualche secondo.

Poi un minuto.

Poi due.

Lei continua.