Le spiego che non posso trasformare un acquisto da 4 € in un prelievo di contanti.
“Ma sì, dai. A te che cosa cambia?”
Al mio secondo rifiuto comincia a raccontarmi la propria situazione sentimentale. L’uomo con cui sta è molto ricco, ma i figli di lui la considerano l’amante che ha rovinato un matrimonio. Per dimostrare che non sta con lui per convenienza, il compagno le dà pochissimi soldi.
Il racconto arriva senza che io abbia chiesto nulla. Tra un “boccaccia mia, statti zitta” e un “lasciamo perdere”, scopro che per tutti lei sarebbe quella interessata ai soldi e che ogni sua spesa viene controllata.
C’è però un’eccezione: il nipotino.
“Se gli dico che ho comprato un regalo al bambino, per lui va bene qualsiasi cifra. Quindi passami 100 € e dammi il resto.”
“Signora, è un body. Non può credere davvero che costi 100 €.”
“Sì che ci crede. Lui non capisce queste cose. Forza, dammi i 96 €.”
Continuo a rifiutare. Lei insiste, poi capisce che non cambierò idea e si avvia verso l’uscita incazzatissima.
Provo a dirle che può acquistare normalmente il body pagando 4 €, ma ormai il neonato, il regalo e il capo sono diventati irrilevanti. A lei servivano soltanto i 96 € in contanti e il negozio non poteva consegnarglieli.
Prima di andarsene si passa una mano sulle labbra, raccoglie il rossetto con le dita e lo spalma sulla porta a vetri del negozio. Poi scappa.
Sono rimasta in stato catatonico a fissare l’opera d’arte per non so quanti minuti.
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