Negozio di casalinghi e, una mattina, noto una bicicletta parcheggiata esattamente davanti all’ingresso. Non è appoggiata di lato né sistemata vicino alla vetrina: occupa proprio il passaggio.
Chiedo ai clienti presenti se appartiene a qualcuno, ma nessuno ne sa niente. Passano 10 minuti e comincio anche ad arrabbiarmi, perché chi entra è costretto a girarci attorno.
Alla fine arriva un uomo, prende il manubrio e mi sorride.
“Grazie che me l’hai guardata.”
“Mi scusi, ma lei va a fare la spesa e lascia la bicicletta così, davanti alla porta, senza dire nulla?”
Lui mi osserva divertito.
“Ma come sei sexy quando ti arrabbi. Davvero, eh, non sto scherzando, signora.”
La conversazione aveva appena imboccato una strada peggiore del parcheggio.
“Guardi che chiamo i Carabinieri, se non la smette.”
“Ahahah! È proprio da lì che sto arrivando. Sono anche senza documenti.”
Non provo nemmeno a capire se sia una battuta.
“Mi faccia il piacere di togliere la bicicletta dall’ingresso e se ne vada.”
“Sì, bellezza. Ai suoi ordini.”
Finalmente sposta la bici e si allontana. Non so che cosa fosse successo prima del suo arrivo, ma in pochi minuti ero diventata custode gratuita, intralcio alla conversazione e perfino “bellezza”.
Tutto senza essere stata consultata per nessuno dei 3 incarichi.
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