Ero in cassa 2.
Davanti a me un solo cliente rimasto, tranquillo, mentre gli stavo passando la merce. Finalmente uno di quei momenti rari in cui vedi la luce in fondo al tunnel: nastro quasi vuoto, bip regolari, la sensazione che forse stai per respirare.
Guardo a sinistra: cassa 1 completamente libera. Nessuna coda, nessun cliente in attesa. Perfetto. Decido quindi di fare quello che in teoria dovrebbe semplificare la vita a tutti: schiaccio il pulsante di chiusura cassa.
Parte la voce registrata, chiara, educata, impossibile da fraintendere:
“Gentili clienti, la cassa 2 chiude. Siete pregati di non mettere più merce sul nastro.”
Una frase limpida. Gentile. In italiano corretto. Ripetuta più volte al giorno.
Continuo a passare la merce dell’ultimo cliente, convinto che il messaggio sia arrivato a destinazione. Ed è proprio in quel momento che, come richiamata da una forza superiore, compare lei.
Arriva con il carrello.
Si ferma.
Mi guarda.
Guarda il nastro.
Guarda me di nuovo.
Commenti recenti