A quel punto smetto di trattare.

“No. Adesso dobbiamo chiudere. Se voleva discutere il prezzo, doveva arrivare prima.”

Lei mi fissa, sorpresa soprattutto dal fatto che sia rimasta ferma sulla mia posizione.

Posa la sciarpa e raggiunge l’amica, rimasta per tutto il tempo qualche passo indietro con un’espressione sempre più imbarazzata.

Mentre escono, la sento commentare quanto io sia stata incredibilmente maleducata.

Chiudiamo le porte, la sicurezza completa il controllo e la sciarpa torna al suo posto, ancora con il cartellino da 140€.

Ora quello che mi chiedo è: se non posso farti uno sconto, se non te ne vai mentre stiamo chiudendo, se ti spiego che dobbiamo chiudere e la procedura è una cosa piuttosto lunga…

E tu rimani lì, impalata perché vuoi uno sconto su un articolo che tu ritieni fallato…

La maleducata sono io?

A quanto pare sì, visto che pochi giorni dopo, una recensione a una stella… nella foto del profilo riconosco la signora che scrive: (incollo)

“Il museo in sé è bello e interessante, con esposizioni curate e meritevoli di una visita. Peccato che l’esperienza sia stata rovinata dal personale del negozio all’uscita.

Avevo trovato una sciarpa che presentava un difetto nel tessuto e ho semplicemente chiesto se fosse possibile un piccolo sconto, come si fa in qualunque negozio serio. La commessa, invece di chiamare un responsabile o venirmi incontro, mi ha liquidata con arroganza dicendo che stavano chiudendo e che dovevo tornare il giorno dopo, pur sapendo che ero una turista di passaggio.

Modi incivili, tono irrispettoso e una maleducazione che non ci si aspetta in un luogo del genere.

Bastavano due minuti di disponibilità e invece sono stata trattata come un fastidio. Un vero peccato, perché il museo meriterebbe ben altro. Sconsigliato.”