Io ormai confusa.
“Guardi che io non fumo, sono asmatica e questo è il mio inalatore.”
“No no, a me non la racconti. Fammi vedere”
Da lì la situazione precipita.
“Dimmi , non è che stai usando la droga del palloncino? Adesso voi giovani ne avete trovata un’altra… ma io lo so, sono una che si informa…”
Faccio per tornare indietro ma lei inizia a seguirmi per la sala mostra sostenendo che stessi usando qualche sostanza strana.
Incrocio il titolare e mi fermo ad un metro da lui, guardo la tizia e dico:
“Signora, è un inalatore.”
“E allora perché non me lo fa controllare?”
“Perché sono fatti miei”
Lei guarda il titolare e dice:
“Questa ragazza qui ha fumato davanti a me e non so se fosse una sigaretta o qualche sostanza di quelle moderne… ma questo è un negozio aperto al pubblico”
Lui ha risposto: “Signora la camera le è piaciuta?”
“Non l’ho vista”
“Ecco, magari torni un’altra volta: quelle che abbiamo in esposizione oggi sono tutte vendute. Provi ad andare nel negozio di XXXXX, magari trova qualcosa di carino. Grazie per adesso.”
Ha gentilmente accompagnato fuori la signora, senza urlare, con gentilezza, con pacatezza e garbo.. cioè, l’ha mandata via senza che lei si sia accorta che l’ha mandata via.
Si è anche rivolto al marito e gli ha detto sorridendo, “accompagni sua moglie, cortesemente…”
Ecco, in quel momento ho capito in cosa consiste l’esperienza in questo lavoro:
Non è capire come rapportarsi con i pazzi, è avere la pazienza, la gentilezza e soprattutto l’intelligenza sufficiente per non mettergli le mani in faccia, è assencondarli mentre fai quello che è più logico fare: allontanarli.
E in tutto questo, marito e figlio (della mia età) della signora, non hanno detto una sola parola: sembravano 2 cani bastonati al cospetto di una pazza furiosa, impauriti e rassegnati,
Quando lei mi seguiva per il negozio, loro dietro, in silenzio cercando di mantenere il passo…. che schifo… sarebbe bastato dire una parola, forse, per fermare quella sceneggiata.
A chi risponde che bastava che gli mostrassi l’inalatore: NO! ASSOLUTAMENTE NO!
È una cosa mia, personale, che vivo come un disagio da quando sono nata e non lo faccio vedere ad una stronza che non sa la differenza tra un dispositivo medico e una sigaretta elettronica… poi la “droga del palloncino” non sapevo neanche cosa fosse… prima!
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