Sempre così. Sempre.
Poi arriva il genio.
Dice che non c’è bisogno di provarla, perché lui lo sa che va bene.
Ignora il cartello che ha quasi stampato in faccia, ignora i miei suggerimenti, ignora tutto in nome della mascolinità.
Io glielo dico chiaramente:
“Guarda che è davvero piccante.”
“Ma sì, ma sì, io mangio piccante.”
“Guarda che questa è piccante forte.”
“Tranquilla.”
“Guarda che poi non venire a dirmi niente.”
Ride.
Errore suo.
Dunque finisco di preparare il tutto e glielo porto.
Paga e va a mangiare.
Passano cinque minuti.
Lo vedo da lontano.
Prima mangia tranquillo.
Poi rallenta.
Poi beve.
Poi beve ancora.
Poi si alza a prendere altra acqua.
Poi torna.
Poi si soffia il naso.
Poi si asciuga gli occhi.
Poi continua a mangiare per orgoglio.
Errore numero due.
Su ogni tavolo ci sono delle “comment card” che, come suggerisce il nome, servono a valutare l’esperienza dei clienti.
Lui ne compila una lasciandola sul tavolo.
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