Qui muore la mia fiducia nel genere umano

Suona il telefono.

Rispondo:
“Buongiorno, sono S., mi dica”.

“Ciao, ascolta, ho comprato su Amazon delle cialde di caffè, però mi sono accorta che sono sbagliate… Posso venire da te a fare il cambio?”

Silenzio.
Silenzio vero.
Di quelli in cui il cervello prova a capire se ha sentito bene.

“Mi faccia capire, lei compra su internet il caffè, sbaglia tipo di caffè e vuole venire a cambiarlo da me che sono un negozio?!”

“Sì sì, tanto per voi è uguale.”

Per noi è uguale.
Certo.
Come se uno comprasse le scarpe su Zalando e andasse dal panettiere a cambiarle perché “tanto vendi cose anche tu”.

“Guardi signora, la sua frase non è degna neppure di una risposta.”

“Perché?”

E lì ho capito che non era cattiveria.