In quel momento mi sono morso la lingua. Avevo mille parole in mente, tutte rigorosamente parolacce o bestemmie, ma ho scelto la via diplomatica:
«Sì, siamo aperti. Venga pure.»
Riaggancia. Dopo cinque minuti entra in negozio, tutto sorridente, e mi dice come se niente fosse:
«Buongiorno! Ah, pensavo davvero foste chiusi e che mi facevi uno scherzo!»
Certo. Perché io, con il negozio pieno, con la gente che mi chiede le cose più assurde, non vedo l’ora di perdere tempo a farti scherzetti telefonici.
La gente… non sta bene.
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