30 euro, metà prezzo, e comunque era colpa mia.

Negozio di biancheria intima. Mattina tranquilla, poca gente, musica di sottofondo, una di quelle giornate in cui pensi che forse andrà bene.

Entra lei.

Sessant’anni abbondanti, cappotto beige, borsa rigida, l’aria di chi è abituata a ottenere sempre qualcosa in più. Si guarda intorno come se stesse ispezionando un appartamento in affitto, tocca qualcosa, lo rimette, tocca altro, lo rimette pure quello.

Poi si ferma davanti alle vestaglie da camera. Quelle maschili. Ne prende una, la rigira, la guarda, la rigira ancora.

“Quanto costa?”

“È in saldo, signora. Metà prezzo. Vengono 30 euro.”

“E lo sconto?”

Resto ferma un secondo.

“Il 50% è già lo sconto, signora. Costava 60 euro.”

“Sì ma lo sconto a me.”

“Il saldo è uguale per tutti, purtroppo.”