“Ah, me dai pure due cosi per le luci davanti…”

Ecco.
Si ricomincia.

“I cosi cosa? Le lampadine?”

“Ma no, i morsetti, quelli che se bruciano, dove ce attacchi le luci.”

Il mio cervello prova a fare una traduzione simultanea tipo interprete dell’ONU.

“Mmm… i portalampade?”

“Sì, io che t’ho detto?”

Certo.
Portalampade.
Era chiarissimo.

Ormai ho capito il metodo: basta tradurre dal dialetto tecnico *cosese* all’italiano.

Gli porto anche quelli.

Il cliente guarda i pezzi, annuisce soddisfatto e dice:

“Bravo, proprio questi. Tu sì che capisci al volo.”

Io sorrido.

Dentro di me, però, sto facendo un viaggio interiore tra disperazione e illuminazione spirituale.