Lavoro in un negozio che vende articoli per parrucchieri. Nel corso degli anni ho imparato a capire a colpo d’occhio il colore dei capelli delle clienti così da poter fornire subito la tintura desiderata.

Sabato mattina, giornata tranquilla.
Entra lei, signora sulla cinquantina con 15cm di ricrescita bianca e il resto dei capelli di un biondo oro (sarebbe un 7.3, giallino, per intenderci)

“Buongiorno Signora! Serve aiuto?”
“Si signorina, mi serve la tintura, è tanto che non la faccio!”
“Non si preoccupi, sono qui per questo. Che colore le do? 6.3 o 7.3?”
“Ma che tintura è?”
“Biondo dorato, quello che ha alle punte”
“Ma quando mai signorina?! Non è oro! Mi dia la cartella!”

Prendo la cartella, le apro la pagina dei colori dorati e ramati pensando che magari si fosse sbiadito talmente tanto da aver cambiato il riflesso.
“Ma siamo fuori strada! Non è questo!”
“Signora, sono a disposizione. Giri le pagine, mi dica quale colore devo prendere; magari mi sono sbagliata”
Prende il colorario, va sui rosso/mogano e mi indica un colore totalmente diverso dal suo.
“Signora, ma questo è un rosso! È sicura di aver fatto questo?”
“Si si, le mie punte sono di questo colore, guardi!” risponde avvicinando la sua ciocca di capelli alla tabella.

Quando si rende conto che i due colori non centrano nulla tra di loro, c’è un attimo di silenzio.
“Signorina, ha ragione. Questo è il colore che facevo prima.”
Prende la tintura e va via.