Lavoro in un negozio che vende articoli per parrucchieri. Dopo anni dietro quel bancone sviluppi una specie di superpotere: **riconoscere i colori dei capelli a colpo d’occhio**. Non è magia, è abitudine. Vedi una testa entrare dalla porta e già sai più o meno se servirà un 5.0, un 6.1, un 7.3 o un disperato tentativo di copertura dei bianchi.
Sabato mattina, giornata tranquilla.
Niente file, niente clienti nervosi, niente parrucchieri che arrivano trafelati all’ultimo minuto perché “mi serve subito un ossidante”.
Entra lei.
Signora sulla cinquantina, cappotto beige, borsa enorme, passo deciso.
La guardo un secondo e la diagnosi è immediata: **15 centimetri buoni di ricrescita bianca** e il resto dei capelli di un **biondo oro abbastanza evidente**. Un classico **7.3**, quel biondo giallino caldo che si vede subito anche da lontano.
Sorrido.
“Buongiorno signora! Serve aiuto?”
Lei appoggia la borsa sul bancone con l’aria di chi ha un problema serio da risolvere.
“Sì signorina, mi serve la tintura, è tanto che non la faccio!”
“Non si preoccupi, sono qui per questo. Che colore le do? 6.3 o 7.3?”
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