Lei mi guarda come se avessi appena detto una cosa completamente senza senso.

“Ma che tintura è?”

“Biondo dorato, quello che ha alle punte.”

Errore.

La signora si irrigidisce subito.

“Ma quando mai signorina?! Non è oro! Mi dia la cartella!”

Prendo la cartella colori dal bancone. Quella grande, con tutte le ciocche sintetiche attaccate e i numeri sotto.
La apro direttamente nella pagina dei **dorati e dei ramati**, pensando che magari il colore si sia sbiadito o che nel tempo abbia cambiato leggermente riflesso.

Le porgo la cartella.

“Ecco qui signora, questi sono i dorati.”

Lei la guarda due secondi.

Poi scuote la testa.

“Ma siamo fuori strada! Non è questo!”

“Signora, sono a disposizione. Giri pure le pagine e mi dica quale colore devo prendere. Magari mi sono sbagliata.”

Lei prende il colorario con aria molto sicura di sé, come se stesse per dimostrare definitivamente la mia incompetenza.

Comincia a sfogliare.

Una pagina.
Due pagine.
Tre pagine.