Lavoravo al banco di un McDonald’s e stavo servendo un cliente quando entrò una donna non vedente accompagnata dal suo cane guida. Si mise tranquillamente in fila dietro una signora anziana e sua nipote.
La bambina lo notò subito. Probabilmente non aveva mai visto un cane guida così da vicino e continuava a osservarlo con un misto di stupore e curiosità.
“Nonna, guarda! C’è un cane qui dentro… ma perché ha quella pettorina?”
La nonna si voltò, guardò prima il cane e poi la donna che accompagnava. A differenza della nipote, non sembrava affatto incuriosita. Si rivolse direttamente a me, mentre continuavo a servire al banco.
“Ma è possibile far entrare un cane qui dentro? Qui si mangia, è una questione di igiene.”
Le spiegai che non si trattava di un normale animale da compagnia.
“Signora, è un cane guida. Può entrare nel ristorante perché sta assistendo la sua proprietaria.”
Anche la donna intervenne, con molta più pazienza di quella che probabilmente avrei avuto io.
“È un cane da lavoro, signora. È qui per aiutarmi.”
L’anziana lo osservò ancora per qualche secondo. Il cane era seduto accanto alla proprietaria, tranquillo, con l’aria serena e la lingua leggermente fuori.
“Quello non sta lavorando.”
La donna rimase sorpresa.
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