Dentro di me inizia una voce calma ma insistente: non perdere la pazienza, non perdere la pazienza.
Provo a cambiare strategia.
“Sì sì, capisco. Guarda, abbiamo circa 23 piatti diversi che possono essere per due persone. Ti ricordi se era carne, pesce, vegetariano…?”
“Era per due persone.”
A questo punto mi fermo. Guardo il telefono. Lo guardo davvero, come se potesse darmi una risposta lui.
Riprovo, con tono ancora più pacato:
“Certo… però capisci che per due persone può andare bene praticamente tutto. Anche per tre, volendo.”
Ed è lì che succede il miracolo.
“Ahhhh! Sì sì! La numero 26 era!”
Silenzio.
Un silenzio lungo. Profondo.
Perché il mio menu non è numerato.
È catalogato per nome.
Nome del piatto. Descrizione. Ingredienti. Fine.
Faccio un bel respiro. Uno di quelli che ti riempiono i polmoni fino in fondo.
Penso: ok, adesso improvvisiamo.
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