L’uomo si gira verso di lui.

“Anche il cubismo va capito, ma non per questo me lo mangio.”

L’anziano ci pensa un momento, poi annuisce. “In effetti.”

Decido di proporre un assaggio, sperando di chiudere pacificamente il processo alla cucina mediterranea.

“No, no, gli assaggi sono pericolosi. È così che iniziano le dipendenze.”

“Dalla bottarga?”

“Mio cugino ha iniziato con un pezzetto di pecorino stagionato. Adesso mette il parmigiano pure nel tè.”

Gli dico che probabilmente suo cugino ha altri problemi.

“Può essere.”

Il signore anziano richiude il giornale, ma prima di tornare ai fatti suoi aggiunge: “Una volta ho conosciuto uno che metteva il ketchup nella carbonara”.

Al tavolo cala il silenzio. L’uomo, improvvisamente serissimo, si volta verso di lui.

“E… che fine ha fatto?”

“Non lo sappiamo più”, risponde l’anziano. “Ma da allora il suo nome non viene pronunciato.”

Alla fine l’uomo ordina i paccheri con pomodorini, basilico e burrata, chiedendomi però di far controllare personalmente che dalla cucina non aggiungano bottarga “per iniziativa”.

Quando porto il piatto, ispeziona il condimento, assaggia e annuisce soddisfatto. Il signore anziano riapre il giornale senza dire nulla.

Dalla bottarga non siamo riusciti a convertirlo.

In compenso, per tutta la cena, ogni volta che dalla cucina usciva una carbonara, l’uomo si girava per controllare che nessuno avesse in mano una bottiglia di ketchup.