— “E se lo pago in contanti?”

— “È sempre 49,90.”

— “Capito.”

Altro silenzio. Ma non è finita.

— “E se lo pago con la carta?”

A questo punto sento qualcosa rompersi dentro di me. Non rumorosamente. Più come una crepa sottile.

— “Signore… è sempre 49,90.”

Lui annuisce di nuovo. Lentamente. Ma lo sguardo dice chiaramente: non mi hai ancora convinto.

Il prezzo lo ha destabilizzato. 49,90 non è solo un numero. È un concetto. Un mistero. Una cospirazione da smontare pezzo per pezzo. Perché sicuramente, da qualche parte, c’è una variante in cui costa meno.

Alla fine sospira. Un sospiro pesante, da uomo che si arrende a un sistema ingiusto.

Appoggia il prodotto sul bancone.

— “Vabbè, lo prendo…”
Pausa.
— “…ma secondo me prima costava meno.”

— “Signore, è uscito la settimana scorsa.”

— “Ah.”