Perfetto. Ordine semplice. Nessuna modifica. Nessuna richiesta strana. Un sogno.
Gli preparo tutto, cappuccino con bella schiuma, brioche fresca, glielo servo. Lui prende il vassoio, ringrazia appena accennando un sorriso e si sistema a un tavolino, con tutta la tranquillità del mondo, come se non fossero le sette e mezza di un giorno feriale.
Io torno al mio inferno quotidiano.
Passano un paio di minuti e, per caso, butto l’occhio verso il suo tavolo. Il cappuccino è lì, fumante. La brioche, intatta. Lui invece è completamente assorto nel cellulare. Scrolla. Si ferma. Scrolla di nuovo. Ogni tanto si sistema gli occhiali con gesto lento, studiato.
Vabbè, penso, starà leggendo qualcosa.
Cinque minuti dopo, ricontrollo. Niente. Il cappuccino fuma ancora meno. La brioche sembra guardarmi chiedendo aiuto.
Dieci minuti. Poi quindici.
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