Prima di uscire, si gira verso di me e dice, con tono serio, quasi solenne:

— “Sai, la gente beve sempre tutto troppo in fretta. Bisogna rallentare.”

Annuisce una volta, come se avesse appena trasmesso una grande verità universale, e se ne va.

Io rimango lì, dietro il bancone, a guardare il tavolo vuoto.
La tazza vuota.
Le briciole ordinate sul piattino.

La macchinetta riparte a sbuffare, qualcuno mi chiede un espresso “super veloce”, il bar torna quello di sempre.

Ma io continuo a chiedermi se ho appena servito un cliente…
o un monaco zen travestito da impiegato qualunque.