Diversi anni fa lavoravo alla cassa di un noto discount, uno di quei posti dove ne vedi davvero di tutti i colori, ma pensi sempre di aver già visto il peggio. Spoiler: non è mai vero.
La giornata stava scorrendo normalmente, clienti in fila, bip della cassa, monetine contate una a una. A un certo punto arrivano loro. Si piazzano davanti con aria sicura, quasi teatrale, e appoggiano sul nastro un pacco di biscotti industriali, di quelli imbustati, sigillati, prodotti in serie per milioni di unità.
Mi guardano e, con tono già alterato, mi dicono:
«Apra il pacco.»
Io li guardo. Poi guardo i biscotti. Poi di nuovo loro.
«In che senso, scusi?»
«Apra il pacco di biscotti. Dobbiamo vedere se sono cotti al punto giusto.»
Per un attimo penso di aver capito male. Magari ho sentito male io.
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