Supermercato, banco pescheria.
Classico pomeriggio, odore di mare che combatte con quello dei detersivi, numeretti di plastica stretti in mano come biglietti della lotteria.

Il commesso, con voce calma e professionale, chiama:
«Numero 85!»

Silenzio.

Aspetta qualche secondo, guarda la fila.
«Richiamo il numero 85

Ancora niente. La gente controlla il numerino, qualcuno si sposta, qualcun altro finge di non sentire.

«Ultima chiamata per il numero 85!»

Nulla. Il numero 85 sembra ufficialmente disperso in mare aperto.

A quel punto il commesso, giustamente, passa oltre:
«Numero 86!»

Io sono lì in fila con il numero 87, perfettamente consapevole che tra poco toccherà anche a me. Davanti a me il cliente con l’86 viene servito, tutto procede secondo le sacre leggi della fila.

Ed è proprio in quel momento che entrano in scena loro.