Una signora mi chiama da una delle corsie del negozio con l’urgenza di chi cerca un oggetto indispensabile.

“Eh! Signorina! Non è che avete il soffietto che si schiaccia?”

La guardo cercando di tradurre.

“Sì, dai! Quello che suona!”

“La trombetta?”

“Eh sì! Quello che si schiaccia e che suona, eh!”

“Sì, signora. La trova laggiù, sulla parete davanti a lei.”

Si gira immediatamente dalla parte opposta.

“Dove? Non vedo niente senza occhiali!”

Gli occhiali, naturalmente, sono appoggiati sopra la sua testa.

“Da questa parte, signora. No, non di là: di qua. Mi vede? Segua la mia voce.”

Lei compie una rotazione quasi completa, guarda 3 pareti diverse e infine intercetta quella giusta.

“Aaaaah, ecco! Grazie, eh! Ma suona, vero? È sicura, eh?”

“Sì, signora, sono sicura. È una trombetta.”

“Ah, bene. Perché a me serve quella che si schiaccia!”

Mentre si allontana, le faccio notare anche gli occhiali che continua a cercare senza trovarli.

“Aah, sono qui! Mi erano caduti e non me n’ero accorta!”

Non erano caduti. Erano saliti.