Per alcuni mesi ho gestito da solo il punto vendita di una nota compagnia telefonica. È bastato per accumulare materiale sufficiente a scrivere un libro.

Una sera rimango in negozio ben oltre l’orario di chiusura per registrare alcuni contratti arretrati. Sono ancora inesperto, quindi procedo lentamente e alle 23:30 mi trovo sempre alla scrivania.

La porta è chiusa, le luci del negozio sono spente e resta accesa soltanto la lampada davanti a me. A un certo punto qualcuno bussa al vetro.

È una signora.

“Siamo chiusi.”

“Mi serve aiuto.”

Vista l’ora, penso che abbia bisogno di un’indicazione stradale, che debba fare una telefonata urgente o che le sia successo qualcosa. Mi alzo e vado ad aprire.

“Mi dica, che cosa le serve?”

La signora prende lo smartphone e me lo mostra.

“Non mi funziona Facebook.”

Rimango a fissarla per qualche secondo, cercando di capire quale risposta possa essere adeguata a un’emergenza social delle 23:30.

Alla fine non ne trovo nessuna. Senza dire una parola richiudo la porta e torno alla scrivania.

Lei se ne va.

Io riprendo a registrare i contratti, con una certezza in più: per qualcuno le luci spente e la porta chiusa significano soltanto che l’assistenza Facebook sarà un po’ meno luminosa del solito.