Lunedì pomeriggio.
Entra un uomo sulla cinquantina.


Dice che vuole rifare gli occhiali.
Ma li vuole “identici a prima, solo un po’ più forti.”

La frase classica.
La dicono sempre come se fosse una richiesta minima, tipo cambiare le pile al telecomando.

Gli chiedo la prescrizione.

Dice che non l’ha portata.
Che tanto “gli occhi non cambiano da un anno all’altro.”
Lo dice con la sicurezza con cui si afferma che il pane sa di pane.

Gli propongo almeno una misurazione, giusto per sicurezza.
Accetta con condiscendenza, inclinando appena la testa:

“Facciamo contento il giovane, poi torno alle mie diottrie.”

Si siede.
Appoggia la giacca con cura.
Guarda il macchinario come si guarda qualcosa di inutile ma tollerabile.

Partiamo col test.

Dopo due minuti è chiaro:
gli occhiali che porta sono sbagliati di almeno due gradi.