Un uomo entra nell’autonoleggio già parlando, senza nemmeno salutare.
“Senti, mi si è rotta la macchina, è dal meccanico e mi serve subito un motorino per qualche giorno. Fammi il prezzo, però: sono del posto, mica un turista.”
Gli mostro gli scooter disponibili, dai modelli più vecchi fino all’ultimo arrivato. Naturalmente indica quello nuovo, che costa più degli altri.
“Su questo posso applicarle uno sconto se lo noleggia almeno per 1 settimana.”
“Forse non hai capito: sono tuo compaesano. Mi serve per 2 o 3 giorni e mi devi trattare bene.”
Comincia a contrattare alzando la voce. Alla fine, esasperata, accetto di ridurre il prezzo di 5 € al giorno.
Cerco anche di fargli notare che avrebbe potuto risparmiare scegliendo uno dei modelli meno recenti, ma non gli interessa: vuole proprio lo scooter più nuovo e vuole pagarlo come decide lui.
Lui ride.
“Ah, ho capito. Allora qui i prezzi li scelgo io.”
Fingo di non aver sentito e preparo il contratto.
Gli chiedo per quanti giorni debba indicare il noleggio, ma neppure questo è chiaro. Potrebbero essere 2 oppure 3, dipende dal meccanico. L’unica cosa certa, secondo lui, è che essere nato nello stesso paese dovrebbe valere come documento, deposito e garanzia.
“Mi servono la patente e una carta di credito a garanzia di eventuali multe o danni.”
“Ma quali multe e danni? Io abito qui!”
Mi lancia la patente sulla scrivania. Gli spiego che senza garanzia non posso consegnargli il mezzo, ma provo comunque a venirgli incontro: potrebbe bastare anche una carta di debito adatta alla preautorizzazione.
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