Poi risponde:
“Signora, questa è una lezione che generalmente si impara alle elementari.”
“Come scusi?”
“Che il mondo non ci dà sempre tutto quello che vogliamo nel momento esatto in cui lo vogliamo.”
La cliente diventa paonazza.
“Io nun accetto de esse trattata come una bambina!”
“Eppure sta facendo i capricci perché un negozio non ha la sua taglia.”
Dietro la cassa la collega improvvisamente sviluppa un interesse fortissimo per il monitor.
La signora tenta l’ultimo assalto.
“Pensate davvero che dopo come m’avete trattata spenderò ancora un euro qua dentro?”
Lo Store Manager annuisce.
“No signora, infatti non glielo sto chiedendo.”
La vedo letteralmente bloccarsi.
“Può ordinare il vestito online tramite la mia collega, può farlo da casa oppure può rivolgersi a un altro punto vendita; a Roma ce ne sono 4. Scelga. Queste sono le opzioni disponibili. Urlare contro il personale non è una quarta opzione.”
“Ve dovreste vergognà!”
Prende la borsa e si avvia verso l’uscita dichiarando che non avrebbe mai più messo piede nel nostro negozio.
Appena la porta si richiude, lo Store Manager sospira.
Un sospiro lungo.
Poi guarda verso la cassa e commenta:
“È incredibile quante parole difficili conoscano certe persone.”
“Perché?”
“Perché poi non riescono a capire concetti semplicissimi.”
Il vestito non l’ha comprato.
Ma una lezione gratuita sul funzionamento dell’universo quel giorno l’ha ricevuta comunque.
Per completezza di informazione: la taglia della signora sicuramente non l’avrebbe trovata in nessuno dei punti vendita sparsi sul territorio nazionale.
Purtroppo… qualche giorno fa è tornata, ma per fortuna, ha fatto un giro ed è uscita senza dire una parola!
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