Lavoravo in una pasticceria. Preparavamo anche torte personalizzate per compleanni, battesimi, matrimoni ecc

Un pomeriggio una cliente torna pochi minuti dopo aver ritirato la torta per il secondo compleanno del figlio e appoggia la scatola sul bancone con una certa decisione.

“Non posso credere che abbiate fatto una cosa simile.”

Penso subito che sia stato sbagliato il nome, che abbiamo scritto HANNI oppure che manchi una decorazione richiesta o che qualcuno abbia ignorato un’allergia. Le chiedo che cosa sia successo e lei apre la scatola davanti a me.

La torta è decorata con piccoli trenini e sopra c’è scritto “Buon secondo compleanno, Noah”.

Dentro di me penso: “Noha? Noah, Nhoah, Nhoa… comincio a dubitare di dove dovessimo mettere quella benedetta H.

E se non ci vuole (un po’ come gli HANNI). Mi sento un po’ Fantozzi quando doveva spiegare al Megadirettoregalattico il significato di una parola… ma subito riprendo il controllo.

Guardo l’ordine, il nome è corretto, l’età anche, gli ingredienti sono quelli richiesti, insomma, la torta non sembra avere alcun difetto.

“Mi scusi, ma quale sarebbe il problema?”

“La scritta. Non la vede?”

Penso ancora a quella H maledetta…. Poi guardo di nuovo e mi convinco che non sono errori.