La conversazione va avanti per quasi 10 minuti. La signora continua a chiamare il proprietario per nome e a ripetere quanto siano amici, come se ogni dichiarazione potesse far comparire un tavolo.
“Lei è sua moglie?”
A quel punto non resisto più.
“Signora, mi scusi, ma se fosse davvero una sua grande amica saprebbe che io non sono sua moglie.”
Cala un silenzio perfetto. Si imbarazzano perfino i clienti dei tavoli vicini, che hanno seguito tutta la scena.
La signora non trova più niente da dire. Il marito mi ringrazia e accompagna fuori la comitiva.
Quando il proprietario arriva, gli racconto che i suoi grandi amici hanno tentato di requisire il terrazzo privato.
Gli descrivo anche la sicurezza con cui la donna aveva pronunciato il suo nome e la sorpresa con cui aveva scoperto di non conoscere neppure le persone che gli stavano accanto ogni giorno.
“Hai fatto bene. I miei amici non si sarebbero mai comportati così.”
E, soprattutto, avrebbero saputo riconoscere sua moglie.
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