Lui continua a imprecare. Nonostante la prudenza mi suggerisca di stare zitto, mi scappa una domanda:

“Ma non ha visto la serranda che stava scendendo?”

“Per me la serranda era lassù, non qui!”

Era lassù, effettivamente. Poi, con una certa coerenza meccanica, aveva continuato a scendere.

Gli propongo di accompagnarlo in ufficio per controllare la ferita e prestargli le prime cure, ma è troppo infuriato per accettare. Si volta e sparisce nel corridoio con una mano sulla testa, continuando a insultare me, la serranda e probabilmente anche chi l’aveva progettata.

Io termino la chiusura aspettandomi denunce, reclami e una richiesta di risarcimento per aggressione da parte di serranda.

A casa continuo a ripensarci con un mezzo sorriso. I miei familiari mi osservano in silenzio, leggermente preoccupati. Evidentemente non hanno mai visto un uomo tentare di vincere una gara contro una saracinesca elettrica.