Bar, ore 11:00.
“Buongiorno, prego.”
“Mi metto fuori ed aspetto un amico. È inutile che vieni a prendere le ordinazioni, sono due caffè. Conosco il titolare.”
E buongiorno anche a te, raggio di sole. Quante volte sei caduto dal seggiolone per essere così simpatico alle 11 del mattino?
“Perfetto, mi dice lei quando posso preparare i due caffè.”
Si accomoda e si gode il sole. Dopo 5 minuti arriva l’amico e il tizio mi fa cenno di iniziare a preparare. Preparo e servo i caffè.
Inizio a pulire e a fare robe all’interno, i due stanno parlando ma non ci faccio troppo caso.
Passati 15′ arriva il simpaticone al banco.
“E questo me lo chiami caffè? Ma quanto sei impedita? Non lo vedi che è troppo corto?” dice, sbattendo la tazzina sul banco e sporcando tutto il bancone.
“Allora, partiamo dal presupposto che, col suo comportamento, a parte qualche vaffa*** da me non otterrà nulla. Poi, mi ha chiesto due espressi. Se voleva un caffè lungo poteva dirlo tranquillamente e l’avrei accontentata.”
“Io non devo dire proprio nulla. Muoviti e fanne un altro.”
“Ma lei, con chi pensa di avere a che fare, con una schiava? Guardi che la schiavitù è stata abolita da molto.”
“Io conosco il titolare e ti farò licenziare!”
“Perfetto, vogliamo chiamarlo? Se vuole lo faccio io e glielo passo.”
Lui inizia ad incavolarsi e ad urlare, io lo ignoro ed inizio a fare lo scontrino.
“Sono 3 euro, questo è lo scontrino. A mai più rivederci.”
Mi appoggio alla macchina del caffè e osservo impassibile la sua sclerata. Alla fine, dopo aver terminato, paga e va via.
Ma costa tanto essere educati con chi lavora?