“Strano. A lui risultava.”

A quel punto decido di approfondire la fonte tecnica che sembrava avere accesso a informazioni superiori persino a quelle del gestore.

“Che lavoro fa suo figlio?”

Lo chiedo con finto interesse, ma il signore si illumina immediatamente.

“… Xzyzyzy!” (Inserire lavoro figo a caso,tutto orgoglioso)

“Bene. Io lavoro per il gestore telefonico.”

Per qualche secondo penso che la questione sia finalmente chiusa. Invece lui stringe il foglietto e assume l’espressione di chi sta per difendere l’onore dell’intera famiglia.

“Lo capisco, ma mio figlio non è l’ultimo arrivato su queste cose!”

“Ah no?”

“No, no, assolutamente…”

“Perfetto. Allora se la faccia attivare da suo figlio, la promozione. Arrivederci.”

Accompagno la frase salutando con la mano. Il signore rimane fermo, evidentemente sorpreso dal fatto che la qualifica del figlio non avesse sbloccato l’offerta.

“No, ma mio figlio…”

“Certo, ci mancherebbe. Arrivederci.”

Ripeto lo stesso gesto.

“Lui mi aveva detto di venire qui perché dovevate farlo voi.”

“Quindi suo figlio sa come si fa, ma deve farlo qualcuno che, secondo lui, non sa come si fa?”

Il signore apre la bocca, guarda il foglietto, poi il telefono e infine di nuovo me. Per un attimo sembra tentato di telefonare al figlio e mettermelo direttamente in linea, ma cambia idea.

“Comunque dovrebbe informarvi meglio sulle vostre offerte.”

“Certo. Lo segnalerò a suo figlio. Arrivederci.”

Questa volta se ne va davvero, ancora convinto che da qualche parte, nel gestionale, esistesse una promozione nascosta che mi rifiutavo di attivare.

Non l’ho mai più rivisto. Nemmeno suo figlio è venuto a mostrarci la procedura.