Lavoravo nello stand di un gestore telefonico.
Un giorno si presenta un signore con il telefono in mano e un foglietto sul quale aveva annotato il nome di un’offerta.
“Io sono già vostro cliente e mio figlio mi ha detto che posso cambiare offerta facendo una certa procedura.”
Controllo il suo numero e gli spiego che quella procedura non permette di cambiare offerta. Serviva per tutt’altra operazione e, nel suo caso, avrebbe dovuto seguire un percorso diverso.
“Guardi, in realtà la faccenda è un tantino diversa. La procedura corretta è questa.”
“Eh, ma mio figlio mi ha detto così.”
“Lo capisco, ma nel suo caso non funziona in quel modo.”
“Ma mio figlio mi ha detto così.”
Gli mostro anche la schermata del gestionale, con le offerte effettivamente disponibili sulla sua linea. Lui la guarda per qualche secondo, poi torna al foglietto.
“No, no. Mio figlio ha controllato. Mi ha detto che voi dovete entrare nel sistema e attivarmela.”
Provo a spiegargli che non esiste un tasto segreto riservato ai dipendenti e che, anche volendo, il sistema non mi permette di inserire un’offerta non compatibile. Secondo lui, però, il problema non era la compatibilità: ero io che non conoscevo abbastanza bene il programma.
“Forse deve aggiornare la pagina. Mio figlio con queste cose ci lavora.”
Aggiorno perfino la schermata, più per dimostrargli che non sarebbe comparso nulla dal nulla che per reale necessità. Naturalmente non cambia niente.
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