“Anche questo è vero”
Il bambino si gira verso il padre.
“Qualcuno ha preso degli animali e li ha incollati insieme”
Devo ammettere che era una teoria difficile da smontare.
Così provo a rincarare la dose.
“Se pensi che l’ornitorinco sia strano, aspetta di scoprire il narvalo”
“Cos’è?”
“Una specie di balena con un corno lungo lungo in mezzo alla testa”
Il bambino mi guarda, poi guarda suo padre.
Poi torna a guardare me.
“Voi due siete amici?”
Il padre si piega dal ridere.
Alla fine gli spiego che sì, l’ornitorinco esiste davvero e che gli animali del libro sono tutti autentici.
Lui ascolta con attenzione.
Poi chiude il volume.
Si gira verso il padre.
“Va bene”
Il padre sorride, convinto di aver vinto.
“Però…. mi porti allo zoo?”
“Allo zoo???”
“Sì, per controllare…”
Il padre è rimasto zitto qualche secondo.
Io ho dovuto voltarmi per non ridere.
Perché quel bambino non aveva creduto a me.
Non aveva creduto a suo padre.
Aveva semplicemente deciso di avviare una verifica indipendente delle fonti.
A cinque anni era già più prudente di metà degli adulti che incontro ogni giorno.
Sarà stato complicato spiegare che di sicuro allo zoo non troverà il narvalo… e nemmeno l’ornitorinco (credo).
ma mi piace pensare che magari abbiano passato il pomeriggio insieme a guardare qualche documentario sugli animali.
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