Faccio il ferroviere e, dopo tanti anni, ho capito che alcuni passeggeri non hanno bisogno di informazioni. Hanno bisogno di qualcuno che impedisca loro di perdersi restando immobili.

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Una signora in partenza da Venezia per Firenze mi indica la valigia del figlio.

“Il bagaglio del ragazzo devo tenerlo con me?”

“No, lo metta pure sui binari, che le camicie gliele stira il Frecciarossa.”

“Ma mio figlio ha dodici anni, non porta ancora le camicie!”

Quindi la valigia sui binari andava bene. Il problema erano le camicie.

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“Scusi, il biglietto lo devo blaterare?”

“Se vuole può raccontargli tutta la sua vita, ma dovrebbe obliterarlo.”

“E dove lo blatero?”

“Possibilmente lontano dagli altri passeggeri.”

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“Per il Carnevale di Venezia che destinazione devo cercare sul tabellone?”

“Viareggio.”

La signora va davvero a controllare, poi torna.

“Ma Viareggio non compare tra le partenze!”

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“Scusi, il treno per Milano parte dal binario otto?”

“Sì.”

“Ma sul tabellone c’è scritto binario otto.”

“Allora, per una volta, siamo tutti d’accordo.”

“No, volevo sapere se devo fidarmi.”

“Assolutamente no. Vada al binario tre e aspetti un miracolo.”

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