Negozio di ceramiche. Orari esposti su cancello e porta d’ingresso, grandi, leggibili, inequivocabili: 8.30/12.30 e 15.00/19.00, da lunedì a sabato.
Ore 18.59.
Ho già il giubbotto in mano, il riscaldamento spento, la testa già fuori dal negozio.
Entra lui.
Mani in tasca, passo lento, aria da chi non ha fretta di niente e non ha mai avuto fretta di niente in vita sua.
“Senti, devo fare un lavoro. Ho bisogno di una piastrella bianca.”
Appoggio il giubbotto.
“Da pavimento o da rivestimento?”
“Da pavimento, no!?”
Già, mancanza mia se ancora non so leggere nel pensiero.
“Mi spiace, ma temo di non poterla aiutare. Non ho nulla in produzione di bian…”
“Ma cos’è, stai chiudendo!?”
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