Lavoro in un negozio di articoli per animali da abbastanza tempo da sapere che, quando entra qualcuno con un cane vestito meglio di me, non sta semplicemente cercando un gioco: sta cercando un’esperienza, un momento di condivisione, qualcosa che dia al cane l’illusione di avere una voce decisionale, e a lei la certezza di essere una proprietaria attenta, moderna e profondamente empatica.

Oggi, per esempio, entra questa signora elegante, con un cagnolino di piccola taglia perfettamente infiocchettato, con tanto di cappottino in tinta, fiocchetto coordinato e un’espressione vagamente rassegnata, come se avesse già capito che la scelta non sarebbe stata facile, e dopo avermi salutato con un sorriso molto cortese mi dice subito:

“Vorrei fargli scegliere il gioco che preferisce, perché è importante che decida lui.”

Io le rispondo che non c’è problema, indicandole la parete dedicata ai giochi per cani piccoli, pensando che avrebbe semplicemente preso qualcosa e basta, ma lei mi guarda con aria seria e mi corregge subito:

“No no, li deve annusare tutti uno a uno.”