Un bambino ha iniziato a piangere al terzo minuto.
Al settimo ha iniziato a piangere anche il padre.
Due chitarre sono cadute dal supporto (non chiedetemi come).
Una cliente ha pensato fosse una performance organizzata. Ha applaudito.
Un’altra ha chiesto se c’era un programma settimanale.

Io cercavo di mantenere un contegno professionale mentre lui girava su sé stesso col tamburello alzato come un’arma rituale.
A un certo punto ha puntato lo strumento verso l’amplificatore spento e ha detto:
«Tu non oggi.»

Alla fine si è fermato da solo.
Sudato.
Appagato.

Ha pagato in contanti. Importo esatto.
Ha fatto un inchino a una pianta grassa vicino alla cassa (che da quel momento sembra leggermente offesa).
E se n’è andato dicendo:

«Ci vediamo a luna piena.»