“Lettera ricevuta in erboristeria – firmata a mano”
(cartoncino profumato incluso, aroma indefinibile tra lavanda e rimorso)

Gentile Erboristeria “L’Essenza di Vita”,

vi scrivo perché non riesco più a usare le vostre tisane con serenità.

Premetto che ho sempre amato le vostre erbe: malva, tiglio, passiflora…
La camomilla l’ho consigliata anche a mia sorella, che di solito si fida solo del farmacista e una volta ha restituito una scatola perché “la pastiglia era troppo tonda”.

Con voi, invece, mi sentivo al sicuro. Protetta. Avvolta.

Ma da qualche tempo ho iniziato a sentire… troppa energia.

Dopo aver bevuto la vostra infusione “Buonanotte Zen”, mi sono sentita piena di idee.
Ho riordinato tutto il soggiorno, ho spostato il divano (da sola), ho catalogato i libri per colore e ho anche scritto una poesia.
Una poesia con rime interne.
Cosa che non facevo dal 1987, e comunque controvoglia.

Non è quello che mi aspettavo.
Io volevo dormire.

Ho pensato fosse un caso. Una luna storta. Una sera agitata.
Così, la settimana dopo, ho provato con “Dolce Quietudine”.