Poi alza lo sguardo verso di me.

“Ce l’avete in rosso?”

Sorrido.

Internamente sto buttando tutto nel cestino e dando fuoco al negozio con una candela profumata alla vaniglia.

“È una linea pensata solo per il blu, signora.”

“Ah. E il blu… scolorisce?”

“No.”

“E se lo lavo?”

“Rimane blu.”

“E se lo lavo male?”

“Diventa un blu più… vissuto.”

“Mh. Io però cercavo qualcosa che rimanesse bianco.”

Sorrido.

“Signora… questa è una camicetta blu.”

“Appunto. Io vorrei una blu che sembri bianca.”

Mi appoggio al banco.
Sento il mio spirito fare il suono di Windows che si spegne.

“Magari guardi il reparto delle bianche.”

“Ah no, io le voglio blu.”

Sorrido.

Lei ci pensa un attimo, poi la posa.

“Va bene. Intanto guardo.”

Si allontana.

Non compra nulla.

Ovviamente.

Mi avvicino allo specchio dietro la cassa.
Mi osservo.

Sembro normale.

Ma so che dentro di me qualcosa si è rotto.

Prendo una delle camicette blu e la guardo.

“Non sei tu,” le dico piano.