La signora entra nel camerino senza chiuderlo e comincia una serie di movimenti da contorsionista. Dopo parecchi tentativi riesce a infilare la camicia e perfino ad abbottonarla, anche se il tessuto sembra chiedere aiuto.

Io assisto alla scena senza sapere se intervenire o limitarmi a sperare che bottoni e cuciture resistano. Lei tira da una parte, sistema dall’altra e continua finché la camicia non è formalmente indossata.

Esce e comincia a muovere le braccia in una specie di balletto.

“Per andare mi va. Però è proprio precisa, vede? Se mi muovo tira tutta.”

“Sì, purtroppo è troppo stretta. Possiamo farle il modello su misura.”

“Peccato, perché io posso spendere molto in poco tempo. Io sono fatta così.”

Il marito, che fino a quel momento ha guardato una partita sul telefono, alza finalmente gli occhi.

Non commenta la camicia, la taglia o la possibilità di ordinarla. Ripete soltanto la frase che ha ascoltato per tutto il tempo, con la rassegnazione di chi evidentemente la conosce molto bene.

“Eh sì, lei è così: può spendere molto in poco tempo.”

I soldi erano pronti. La camicia un po’ meno.