Faccio preventivi per tende da sole da anni.
Ormai ho imparato a riconoscere il cliente ancora prima che apra bocca: c’è quello che finge di capirci tutto, quello che chiama il cognato ingegnere per ogni decisione, quello che ti spiega come fare il tuo lavoro, e poi… ci sono i clienti poetici.
Tipo lei.
Mi apre il cancello una signora intorno ai settanta, capelli cotonati, vestito a fiori, passo lento ma deciso.
«Buongiorno, venga, venga… Guardi, qui il sole ci picchia come l’inferno dantesco, mi creda. Alle tre del pomeriggio sembra ci sia un riflettore di teatro puntato addosso. Noi mangiamo col braccio davanti alla faccia, tipo interrogatorio.»
Io annuisco, già me la immagino la scena.
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