Il cervello prova a fare un rapido controllo interno.

Come cavolo ho fatto a sbagliare così tanto i numeri?

20,40.

18,20.

Non stanno nemmeno vicini.

Non è il classico errore di battitura.

Non è che ho premuto il tasto sbagliato.

È proprio un altro pianeta.

Sento già il sudore freddo scendere lungo la schiena.

Cerco di mantenere la calma professionale.

“Mi dispiace, deve essere stata una svista… mi faccia vedere per favore lo scontrino e le faccio immediatamente quello con il restante importo.”

Dentro di me sto già preparando il rituale di espiazione.

Mi cospargo mentalmente il capo di cenere.

Mi inginocchio sui ceci.

Penso alla faccia del commercialista quando troverà la cassa sballata.

L’uomo mi porge lo scontrino con gesto trionfante.

“Ecco! Guardi!”

Lo prendo.

Lo guardo.

Silenzio.

Lo riguardo.