A quel punto la collega le dice:
“Signora, posso vedere un attimo il numero che ha chiamato prima?”

La cliente apre il registro chiamate, guarda lo schermo, si ferma un attimo, strizza gli occhi, poi gira il telefono verso di noi.

La collega guarda il numero.
Fa una pausa.
Poi sorride.

“Signora… questo è l’altro punto vendita.”

Silenzio.

La cliente:
“Ah.”

Silenzio.

Noi tutti zitti, in quel momento in cui nessuno vuole ridere ma tutti vogliono ridere.

La cliente dopo qualche secondo:
“Beh però potevate averli anche voi.”

Frase detta con tono quasi offeso, come se l’errore fosse comunque nostro per non avere gli stessi spazzolini dell’altro negozio.

La collega, sempre gentilissima:
“Purtroppo le offerte non sono uguali nei due punti vendita.”

La cliente, già girandosi verso l’uscita:
“Vabbè, allora vado di là… tanto sono venuta apposta.”

La porta automatica si apre.
La cliente esce.
La porta si richiude.

Silenzio.

Poi l’altro collega da dietro urla:
“MA ALMENO GLI SPAZZOLINI NORMALI LI HA VISTI?”

Io e la collega ci guardiamo e scoppiamo a ridere come degli scemi in mezzo al negozio.

Da quel giorno, ogni volta che qualcuno dice:
“Sono venuto apposta”,
noi sappiamo già che succederà qualcosa.